NATALE 2020 (non regalare pigiami anche quest’anno)

Forse è presto per parlare di Natale ma non è mai troppo presto per parlare di regali!
Bisogna però ammettere che vagabondare per negozi alla ricerca del giusto dono, può essere davvero stressante, soprattutto di questi tempi in cui preferiamo evitare luoghi troppo frequentati e, ad essere onesti, c’è anche un po’ di paura che ricominci il lockdown!
L’ideale allora sarebbe pensare ai regali già da ora (non si sa mai) e, magari, acquistarli online.
Ma cosa si può prendere di davvero unico e originale, senza nemmeno uscire di casa?
Se sei di quelli che non amano fare regali dozzinali dell’ultimo minuto, se ti vergogni a proporre l’ennesimo pigiama sotto l’albero di natale, allora continua a leggere, ho qualcosa da dirti!
(l’articolo continua…)

Io ho la fortuna di saper disegnare, ed ho sempre usato questa capacità per risolvere i più noiosi grattacapi festivi: i regali.
Ne sono sempre stata orgogliosa, per questo ho deciso di iniziare a raccogliere tutte le mie idee su questo blog, mettendo la mia manualità a disposizione, per tutti quelli che ne sono sprovvisti. Questo è il mio primo articolo sul tema e, quello che voglio proporti, è una soluzione semplice semplice: I POP PORTRAIT (o ritratti pop, in italiano, che nonostante non vada tanto di moda, per me, ha sempre un suono più bello!)
“Quindi un semplice ritratto?” dirai tu. No, aspetta! Li ho pensati POP, proprio perché fossero bellissimi anche stampati su degli oggetti!
E quindi l’idea regalo vera e propria consiste nel personalizzare il regalo perfetto con un Pop Portrait. In questo modo regalare una tazza non ti farà fare la figura di quello che l’ha presa all’autogrill all’ultimo minuto. Potrai regalare una maglietta con la certezza che chi la riceva non ne abbia già una uguale, o potrai personalizzare anche solo la scatola regalo, per dargli più valore.
Ti piace l’idea? Allora ti spiego meglio come fare:
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Se sei proprio a corto di idee, la cosa migliore da fare per cominciare, è navigare tra i siti di servizio stampa, per farti un’idea di cosa offrono.
Ad esempio, le tazze potresti farle stampare da vistaprint.it, e le magliette su stampaestampe.it, ma ce ne sono molti altri che potrebbero fare al caso tuo.
Alcuni offrono anche un servizio di personalizzazione online fai da te, ma se vuoi rendere davvero speciale il tuo regalo, allora non devi fare altro che andare QUI e ordinare il tuo Pop Portrait, che ti verrà consegnato come file digitale, in questo modo potrai stamparlo quante volte vorrai, su tutti i supporti che vuoi!
Anche con la stampante di casa, per creare piccoli quadretti o per decorare i biglietti di auguri in corredo con il regalo.
Insomma, con questa idea, potresti fare una gran bella figura con i regali di natale quest’anno, e tutto senza nemmeno alzarti dal divano!

Hai già provato questa idea? Scrivilo nei commenti o posta una foto del tuo regalo personalizzato!

Per i tuoi regali ti potrebbe servire anche…

un grazie per i mockup a Freepik!

In mostra alla Biennale dell’Umorismo nell’Arte

A.Pina in mostra alla Biennale Internazionale dell’Umorismo nell’arte con RITA!

Selezionata con altre 40 opere  su centinaia presentate al concorso, il mio omaggio a una delle più belle donne che questo pianeta abbia mai accolto: Rita Levi Montalcini.
La trovate esposta insieme alle caricature di tanti talenti, 34 se non ho contato male, uno in particolare: Asier Sanz, vincitore del premio Luigi Mari, una specie di mostro creativo dalle idee geniali che mi ha fatto sentire piccola piccola, sia per il talento che per l’altezza fisica (una pertica di uomo!). Credo che il suo estro meriti un articolo a parte, qui mi limito a soddisfare il mio egocentrismo pubblicando Rita, in mostra al Museo Internazionale della Caricatura, in Piazza della Libertà 1, Tolentino.

Biumor

L’ironia, la virtù più elevata che possa avere un essere umano, la dote magica che aiuta a superare le peggiori situazioni, a ridere del drammatico e a sopravvivere al quotidiano, viene celebrata in occasione della BIUMOR, Biennale internazionale dell’umorismo nell’arte.

Nasce nel 1961 per volere del medico, intellettuale e caricaturista Luigi Mari riscontrando un notevole successo tanto che, già dalla seconda edizione, allarga i confini diventando internazionale e la collezione di opere, che aumenta di anno in anno, porta alla fondazione nel 1970 del museo della Caricatura, oggi suddiviso in una sezione di ritratti caricaturali ed una di vignette umoristiche.

Durante le varie edizioni, la Biennale, ha sempre vantato una giuria di tutto rispetto annoverando tra i giurati personaggi del calibro di GEC, Jacovitti, Mordillo, Forattini, Achille Bonito Oliva e… Maurizio Costanzo 😳.

Ad oggi siamo alla 29° edizione, un’edizione speciale in quanto sottolinea la capacità, tipica di chi possiede la virtù dell’ironia, di risollevarsi da una difficile situazione come quella di un territorio, Tolentino, colpito dal dramma del sisma.

Il concorso è suddiviso in due sezioni, il premio “Luigi Mari”, dedicato al ritratto caricaturale di personaggi illustri e il “Premio Internazionale Città di Tolentino” incentrato sull’arte umoristica e dedicato, per l’anno 2017, al tema “Onestà! Onestà!”

Le opere in concorso, saranno esposte in mostra a Tolentino dal 25 novembre 2017 al 28 gennaio 2018.

Potete seguire il blog e le varie edizioni della biennale su www.biennaleumorismo.it

Gara di Caricature

Un’intera giornata dedicata alla caricatura, sabato 23 settembre, ai Giardini Estensi di Varese.
Una gara tra caricaturisti che, una volta finita l’opera in concorso, verranno torchiati fino alla premiazione, elargendo gratuitamente caricature ai curiosi spettatori della gara.
Quale più ghiotta occasione per portarsi a casa un bel ritrattino buffo?
Io sarei già in fila se non mi fossi offerta come soggetto da torchiare!
La gara è aperta a tutti, ti puoi iscrivere qui e tutti possono assistere approfittando dell’occasione per visitare anche i Giardini Estensi che sono proprio carucci.

Un giudice d’eccezione, Gavino Sanna.

Perla dell’iniziativa, promossa da VG GRAFICA & STAMPA, è quell’idolo del giudice di gara, GAVINO SANNA, di cui avrete senz’altro sentito parlare come colui che, in veste di pubblicitario, ha vinto premi di vario tipo, Leoni, una laurea honoris causa in Scienze della comunicazione e persino un Telegatto!
Forse però non tutti sanno che è anche un caricaturista,  ma io lo invidio e stimo soprattutto per il Telegatto.

Al vincitore, la possibilità di esporre le proprie opere durante la mostra di caricature  dello stesso Sanna che verrà inaugurata il 7 ottobre in quel bel contesto che è il Sacro Monte di Varese.

Per altre informazioni, cliccate qui!

GEC

Lo storico italiano della caricatura

Chi era Enrico Gianeri

 
Volendo riscoprire i grandi nomi della caricatura, soprattutto italiana, non si può che incominciare da Enrico Gianeri, detto “GEC” acronimo di Gianeri Enrico Cagliari, nato a Firenze nel 1900 e morto a Torino nel 1984.
GEC crebbe a Cagliari, fu avvocato, giornalista, caricaturista e, soprattutto, storico della caricatura.

La sua carriera come disegnatore iniziò molto presto quando, a 19 anni, intraprese diverse collaborazioni come caricaturista e pubblicista per numerose testate, tra le più significative: “il corriere di Sardegna”, “il Pupazzo” e il milanese “la fiamma Verde”.

Trasferitosi a Torino per conseguire la laurea in giurisprudenza, a soli 23 anni venne eletto direttore del “Pasquino” dove rimase fino agli anni 30, anno in cui la rivista venne soppressa a causa della scarsa autoironia del regime fascista con la quale il povero GEC ebbe non pochi problemi.
Arrestato per ben tre volte e costretto a nascondersi, continuò comunque il suo lavoro firmando le sue pubblicazioni sotto pseudonimo e collaborando con diverse riviste; “Il Corriere dei piccoli” è sicuramente la più familiare per noi frequentatori del XXI secolo.
Nel successivo dopoguerra riesuma Il Pascquino che chiuderà definitivamente i battenti nel 1956, permettendo a GEC di dedicarsi prevalentemente alla attività di storico.

Alla sua morte lasciò una ricca collezione, incentrata sulla caricatura, fatta di disegni, libri e periodici illustrati databili dal 1840 al 1980.
La raccolta fu acquistata dall’Archivio Storico di Torino e a tutt’oggi rappresenta una miniera d’oro per gli appassionati del genere, dove già il solo catalogo apre le porte ad un numero infinito di strade verso la caricatura e i suoi autori.
Fra i tesori, lasciati in eredità ai posteri, ci sono due libri particolarmente preziosi:

– “Storia della caricatura”, edito nel 1959 da Omnia Editrice, in cui ripercorre la nascita della caricatura partendo dalle origini dell’uomo e riscoprendola in artisti del passato come Goya, Bosch o i fratelli Carracci;

– “Il Cesare di cartapesta – Mussolini nella caricatura”, un “processo a Mussolini” come lo definisce lo stesso GEC, raccontato attraverso i disegni e gli scritti satirici degli autori dell’epoca.

 


Bibliografia:
Cataloghi Torino, 1995 – “Periodici illustrati di satira, umorismo e caricatura, 1840-1980, raccolti da GEC, Enrico Gianeri” – (Saggi introduttivi a cura di Paola Pallottino e Erik Balzaretti).

L’arte Buffa

Cos’è la Caricatura

(Definendo una definizione)

 

Secondo la versione online di Treccani, la caricatura è definita come ‘ritratto che, senza abolire la rassomiglianza con la persona, ne accentua in modo ridicolo o satirico i tratti caratteristici’.
Definizione corretta ma limitante e poco esaustiva.
Sempre la Treccani la descrive, ancora, come una ‘imitazione maldestra’, quindi l’opera di un inetto? O ancora, più genericamente, una ‘esagerazione di proporzioni, rispetto alla realtà o alla normalità, che susciti un senso di ridicolo.’
Ancora la parola ridicolo!
Come se lo scopo finale della caricatura fosse solo il prendere in giro il soggetto ritratto.
Non mi soddisfa!

Se penso alle caricature di Bruno Prosdocimi, non vedo prese in giro ma ritratti ricchi di stile, dove anche il più orbo degli osservatori può riconoscere le peculiari caratteristiche del soggetto.
Mi reco allora in biblioteca dove trovo:
Storia della caricatura di Enrico Gianeri (GEC).
Secondo GEC, la caricatura nacque molti millenni prima che nascesse un termine per definirla. prima di allora veniva indicata come ‘grottesco’, ‘esagerazione’, ‘pittura di costumi’, ‘simbolo’ o ‘satira’. Il termine Caricatura, così come lo intendiamo oggi oggi fu usato la prima volta da Atanasio Mosini nel 1646, per indicare le teste dei fratelli Carracci, definendole ‘ritrattini carichi’.

Trovo bellissima la definizione ‘pittura di costumi’, cioè la descrizione di un mondo visto e raccontato da uno scrupoloso osservatore.
Il nome stesso dovrebbe essere la miglior definizione esistente: caricatura, ritrattini carichi, quindi enfatici, non necessariamente ridicoli.

Umberto Eco, in Storia della bruttezza, ricorda che ‘non è sempre intesa a denunciare una bruttezza ‘interiore’ bensì a mettere in luce caratteristiche fisiche e intellettuali o comportamenti che rendono il caricaturato amabile e simpatico’.

Stanlio e Ollio
Bruno Prosdocimi – (Figurine Panini)

Ecco, ora ci siamo!
La caricatura non è solo un mezzo per ridicolizzare; non rappresenta solo il brutto e deplorevole ma anche il bello e degno di lode e, nel farlo, non predilige un mezzo rispetto all’altro, la caricatura infatti è disegno, pittura, scultura, scrittura, recitazione, tanto altro.

Gli unici elementi costanti sono l’ironia, la capacità di osservazione e soprattutto l’enfasi.
La si può quindi definire come l’arte dell’esagerazione ironica, della comicità enfatica.
Personalmente, mi piace chiamarla Arte Buffa.

Bibliografia:
Enrico Gianeri – “Storia della caricatura” – edizione Omnia, 1959;
Umberto Eco – “Storia della bruttezza” – edizione Bompiani, 2007.